Lunedì

24

Giugno

V incontro 2019 - I 'contratti attivi'

Cari Amici,

       quale soggetto economico, anche la Pubblica Amministrazione stipula negozi che comportano l’acquisto di beni o la loro cessione, così configurando quella distinzione che nella Legge di contabilità dello Stato è operata fra contratti attivi e passivi e che in essa si risolve solo nella affermazione che, quale che sia la natura del rapporto negoziale, la scelta del contraente non può che avvenire, di regola, nelle forme che oggi qualifichiamo come di evidenza pubblica.

       Una impostazione concettuale, come noto, che risponde al bisogno del Legislatore di garantire la massima efficienza dell’apparato amministrativo vale a dire, in parole più semplici, il massimo vantaggio per la Amministrazione.

Su queste originarie volontà e impostazione ideologica è intervenuta, con la progressiva attuazione del Trattato di Roma, la disciplina comunitaria che, all’opposto, ha fermato l’accento sulla apertura al mercato quale obbligo della Amministrazione per garantire la attuazione completa del principio delle quattro libertà.

Si è così andata lentamente operando una scissione fra regole deputate alla disciplina dei contratti passivi e regole concernenti i contratti attivi: per i primi l’influenza del diritto comunitario ha condotto al venire in essere di una regolazione sostanzialmente uniforme sia pure caratterizzata da tutte quelle difficoltà interpretative e applicative che ben conosciamo e che si sono palesate in progressivi affinamenti della norma europea e, di riflesso, di quella interna nazionale.

Diversamente invece è stato per i contratti attivi, per i quali è sostanzialmente ad oggi mancata una disciplina uniforme, che non sia la permanente regola generale dettata dall’art. 3 della Legge di contabilità dello Stato e, in epoca recentissima, la loro menzione nel contesto dell’art. 4 D.Lgs 50/2016, mentre continua di fatto a mancare una definizione che consenta l’inquadramento specifico dell’Istituto in un contesto normativo e sociale nel quale la stessa messa a disposizione del bene pubblico (e quindi l’attuazione di un contratto attivo) può configurarsi come rilevante sul piano della disciplina della concorrenza, come comprovato dal discusso art. 12 della Direttiva Servizi.

Il tema dei contratti pubblici è venuto così lentamente ad emergere fino a divenire oggi argomento di attuale interesse e come tale vengo a proporlo con il contributo di uno studioso che vi si è dedicato in modo puntuale e che condividerà con noi l’insieme delle proprie riflessioni.

 Vengo così ad invitarVi al

 Quinto incontro del ciclo “Alla ricerca del filo d’Arianna” anno 2019

-      lunedì 24 giugno 2019 ad ore 14,30

-      Relatore: Prof. Avv. Andrea Farì, Docente di Diritto dell’Ambiente Università di Roma Tre e Università Lumsa

-      Tema: “I contratti attivi”

                    L’incontro si terrà presso la sede del TAR Lombardia in Milano, a via Corridoni n. 39.

Per consentirne l’ordinato svolgimento, le operazioni di registrazione degli iscritti ai fini dell’acquisizione del credito formativo avranno inizio dalle ore 14,20 e termine alle ore 14.50: al di fuori di tali orari non sarà possibile l’accesso all’aula della conferenza.

             A tutti Voi il mio più cordiale saluto.

 

                                                                                            (Giancarlo Tanzarella)


Relatori

prof. Andrea Farý

CURATORE DEL SITO

Giancarlo Tanzarella
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