Lunedì

26

Gennaio

AntigiuridicitÓ sopravvenuta: contaminazione storica e tutela soggettiva

Cari Amici,

              nel sistema del diritto positivo, giuridicità e antigiuridicità di un comportamento si misurano con il metro della norma legislativa, che a sua volta è frutto del sentire sociale nel momento storico della sua emanazione.

              Il principio generale che governa la relazione fra modifica del sentire sociale e fatto storicamente accaduto, giuridicamente qualificato secondo la regola del tempo in cui intervenne, è espressa dalle preleggi, ma è solo con riguardo alla norma penale che la Costituzione la risolve in favore del principio del favor rei, sicché la sopravvenienza di un sentire che connota come socialmente non accettabile un fatto non determina conseguenze di carattere penale a chi quel fatto abbia posto in essere allorché diversa ne era la percezione.

              In quanto specificamente rivolto all’Ordinamento penale il principio non è applicabile ad ogni altro settore dell’Ordinamento per cui è l’elaborazione giurisprudenziale che attrae nel – o respinge dal – campo di applicazione della norma sopravvenuta comportamenti determinanti fatti giuridicamente neutri all’epoca della commissione e antigiuridici sulla base della norma sopravvenuta.

              Questa premessa ci introduce al tema del primo incontro dell’anno 2015 che, come Vi ho anticipato, sarà ancora una volta retto da Riccardo Villata, che ringrazio per la Sua rinnovata disponibilità verso tutti noi.

              Fino al 1982 la Legislazione nazionale non disciplinava la gestione dei rifiuti di origine industriale (se non vado errato, la prima legge al riguardo è quella regionale lombarda n. 94 del 1980) la cui allocazione, pertanto, era soggetta alla scarsa disciplina del Testo Unico della legge sanitaria del 1925 e ai Regolamenti locali di igiene.

              Che l’accumulo (oggi diremmo l’abbandono) non controllato di rifiuti industriali potesse costituire causa di pregiudizio per l’ambiente nella sua lata accezione era fatto di cui, se non la scienza, la coscienza collettiva certo non era consapevole e ciò ha determinato l’origine di ciò che la più recente evoluzione normativa alternativamente assoggetta alla disciplina sulle bonifiche o a quella sui rifiuti, a seconda che il luogo di giacenza possa o meno essere giuridicamente classificato quale “sito contaminato” comprendente una matrice costituita da materiali di riporto.

              Come che sia, che si tratti del soggetto che a suo tempo lecitamente dispose l’abbancamento dei rifiuti, o di avente causa nella proprietà del complesso produttivo o dell’area, esiste un principio di coinvolgimento negli oneri di sistemazione ambientale.

              Vi è quindi una asimmetria fra la giuridicità del comportamento all’epoca del suo prodursi e la sua sopravvenuta antigiuridicità, oggetto di una soluzione normativa non compiutamente appagante sul piano dei principi.

              Su queste tematiche, che vedono contrapporsi l’interesse della collettività alla salubrità dell’ambiente a quello del singolo cittadino alla certezza del rapporto giuridico, si incentra l’argomentare del primo incontro di questo anno 2015, cui vengo ad invitarVi:

 

Primo incontro del ciclo “Alla ricerca del filo d’Arianna” anno 2015

-           Lunedì 26 gennaio 2015 ad ore 14,30

-           Relatore: prof. avv. Riccardo Villata

-           Tema: “Antigiuridicità sopravvenuta: contaminazione storica e tutela soggettiva”

 

            L’incontro si terrà presso la sede del TAR Lombardia in Milano, a via Corridoni n. 39.

 

Per consentirne l’ordinato svolgimento, le operazioni di registrazione degli iscritti ai fini dell’acquisizione del credito formativo avranno inizio dalle ore 14,00.

 

      A tutti Voi il mio più cordiale saluto.


Relazione

AntigiuridicitÓ sopravvenuta: contaminazione storica e tutela soggettivaVedi relazione

Relatori

prof. avv. Riccardo Villata

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